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Una Nera da leggenda

di Sauro Dal Fiume

Bisognerebbe usare il "win-zip" per comprimere la storia del team Nera in questo ristretto spazio. Trenta anni di vittorie e trionfi in quel particolare "sport" che è la "carrera" di Castel San Pietro Terme, cinque lustri di avvincenti contese ed emozioni a go-go, ma anche (capita pure alle migliori squadre) di profonde delusioni, si possono solo accennare. E' il classico curriculum vitae di un grande team, di una squadra, la "Nera" (nata nel 1976 per volontà di Renzo Cerè e Paride Albertazzi e ritirata nel 2005 ) che ben presto capì le difficoltà da superare per arrivare in alto nella corsa del Sillaro. Erano gli anni della "Rossa", "Go Kart", "Augusta", squadroni invincibili per quei pur volonterosi ragazzini di via Gramsci e via Riniera, che avevano scelto la nera Lotus ed il marchio "JPS" per mettere paura agli squali. Il pilota Cerè dovette attendere la nona partecipazione, la "Carrera" del 9 settembre 1984, per alzare le braccia al cielo in piazza XX Settembre. Ma quei lunghi otto anni servirono per "imparare" a perdere, per migliorare la macchinina e, soprattutto, l'equipaggio, compattandolo sino a farlo diventare una compagnia di amici... invincibili.

Dopo 17 corse che avevano prodotto solo piazzamenti e coppe colme di lacrime, la Nera ruppe il ghiaccio, sospinta dalle potenti leve di Mauro Gavelli, Fausto Zuffa, Maurizio Bonetti e del compianto Maurizio Ragazzi (l'esperto Santi completava l'equipaggio). Una vittoria? No, una scintilla che accese la leggenda.

Da quel giorno la Nera infilò una serie impressionante di successi, pur dovendo vedersela con la fortissima "Rondine" degli anni '80-inizio anni '90 (squadra che con la "doppietta" del 1993 mandò il team rosanero sull'orlo di una crisi di nervi...) e, più recentemente, con "Airone" e "Circolare". Sono 30 le vittorie (15 Coppa Terme-Trofeo Giuseppe Raggi e 15 Carrera-Trofeo Maurizio Ragazzi) e ben 11 le "doppiette" conquistate dal team rosanero tra il 1984 ed il 2005, senza menzionare i piazzamenti, che nella Big-Carrera hanno sempre un sapore più amaro che dolce. Dopo Cerè, "Manolo" Galeotti e "Paolino" Berti sono stati i piloti dei successi rosanero, mentre gli spingitori (ovvero gli uomini di spinta, 4 per ogni corsa), da Zuffa a Corniani, da Strazzari a Melonari, da Lelli a Scazzieri, raggiungevano livelli di rendimento da serie professionistica di calcio o basket.

Ma è in officina che la Nera ha costruito le sue tante vittorie. Dopo il lavoro e la cena, lo staff tecnico del team Nera in questi 30 anni di storia ha sempre trovato nuovi stimoli per riunirsi nell'officina di Paride Albertazzi (the chief, il capo). E se all'inizio si lavorava con tubi di ferro per il telaio e lo stucco per sistemare al meglio la scocca di faesite, dai primi anni '90 in poi nell'officina Nera si parla di ruote e scocca in carbonio, sospensioni, volante con computer di bordo (che alla fine delle prove o della corsa, è in grado di stampare il comportamento della macchinina). Tecnologia avanzata che ha fatto scattare l'invidia di molti team, che accusano la Nera di strapotere economico, ignorando quanto Albertazzi e soci riescano a realizzare in officina. Del resto, la Juve di Platini e Boniek ed il Milan di Gullit e Van Basten insegnano: vincere troppo, non rende simpatici. Però regala fascino. E' il destino delle grandi squadre. Come la Nera.

 

 

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